STUDI NORDAMERICANI E SITUAZIONE SVIZZERA SON DIFFICILI DA RAPPORTARE

Quando si parla di quanto tempo dedicare all'hockey su ghiaccio, spesso si nominano studi universitari americani e canadesi che pongono un accento negativo sulla specializzazione in tenera età.


Non discuto in alcun modo il fatto che un giovane abbia bisogno di avere delle sfaccettature coordinative e di abitudine che derivino da più sport. Infatti, non sono contro a praticare due sport diversi nel medesimo periodo.


Trovo, però, che rapportare la situazione canadese a quella europea, e svizzera in particolare, piuttosto difficile per una differente struttura stagionale delle squadre. In canada si spinge su una specializzazione troppo estrema in certi casi. Questo estremismo è più difficile da trovare in Svizzera.


Questo non perché non vi siano genitori, o anche allenatori, che vogliono vedere il giovane arrivare. Piuttosto, perché la competitività da una stagione all'altra è diversa per un motivo molto semplice: in Canada, cambiando il club pressoché ogni stagione (non ci sono settori giovanili come da noi), il grado di competizione per un posto è altissimo, questo induce i giovani a specializzarsi sin da piccoli, frequentando campi su campi specifici. In Svizzera, abbiamo un sistema che continua nel tempo, quindi non ci sarà lo stesso bisogno di dimostrare il proprio valore ogni stagione per fare la squadra, ma ci sarà una visione più globale delle possibilità di sviluppo di un giocatore, rimanendo esso nella struttura di un club per una tempistica che, spesso, comprende dalle 5 stagioni in su minimo.


La pianificazione di carriera fatta dal club, più una preparazione fornita dal club con obbiettivi che vanno al di la dell'aver la miglior squadra possibile per ogni stagione, ma mirano allo sviluppo di giocatori che possano divenire pro in un futuri, presuppone una range di azione fisico-tecnica che va oltre il domani, ma abbraccia anche il futuro. In questo senso i giocatori non sono lasciati soli al proprio destino per la preparazione estiva, ma vengono integrati in una pianificazione e un visione di insieme del club, che ha molti più interessi nello sviluppare dei giovani giocatori, rispetto a quando avviene in una squadra canadese.


Avendo una preparazione centralizzata e gestita dal club, e dovendo, essa, sviluppare caratteristiche tecnico-tattiche sull'arco di più stagioni, la squadra può essere molto più incisiva nello sviluppo di un giocatore, di quanto questo avvenga in Canada, dove i giocatori e le famiglie si affidano, spesso, a dei preparatori, skills coach esterni, puntando tutto su di loro.


In Svizzera i particolari sono importanti, e i club seguono tutta la trafila in prima persona. La preparazione atletica è un soggetto molto importante, e non applicarla con i crismi può portare problemi.


In Canada la preparazione è delegata ai giocatori che devono prepararsi al meglio per riuscire a passare i vari try-out a cui parteciperanno.


Qualcuno si chiederà: "E allora? Dove sta la differenza?"


Semplicemente l'approccio, la filosofia e il risultato ricercato sono diversi.


Nel caso di un ragazzo canadese che vuole fare la squadra a livello maggiore, il focus dell'estate sarâ messo su powerskating, tiro e condizione. Il lavoro sarâ fatto in maniera molto certosina, con un personal trainer che mostrerà gli esercizi necessari a prendere quei kg in più che mancano. Unico neo, il lavor verrà fatto in maniera molto performance axed, per riuscire a ricevere un try-out e passarlo.


Il lavoro del club potrà essere molto più completo, poiché si articolerà su più stagione, lasciando ai ragazzi la pazienza di trovarsi i propri spazi. In questi senso, la possibilità di lavorare in maniera molto più ampia, senza necessariamente entrare nello specifico dell'hockey su ghiaccio, è, di fatto, facilitata.


Nella preparazione nella nostra nazione è facile vedere badminghton, basket, unihockey, calcio, touch football integrati negli allenamenti e la razio di gioco (che normalmente comprende tali sport) varia dal 30 al 50 % a seconda della categoria.


Questo mostra come l'hockey rossocrociato abbia una connotazione multisportiva molto più marcata di quella canadese.


Con questo, non vogliamo dire che la Svizzera è meglio del Canada, semplicemente che quando si prendono esempi e studi da altre nazioni, è necessario rapportarsi con le differenti realtà e soppesare tutto, adattandolo alla propria nazione e chiedersi se da noi le cose funzionano allo stesso modo, perché un piccolo particolare che differisce, potrebbe essere importantissima per avere una differenza molto marcata nell'outcome.


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CAN WE COMPARE NORTH AMERICA AND SWITZERLAND?


When it comes to how much time to devote to ice hockey, American and Canadian university studies are often mentioned that place a negative emphasis on specializing at an early age.


I don't discuss in any way the fact that a young person needs to have the facets of coordination and habit that come from more than one sport. In fact, I am not against practicing two different sports at the same time.


I do find, however, that comparing the Canadian situation to the European one, and Swiss in particular, rather difficult for a different seasonal structure of teams. In Canada, the specialization is too extreme in certain cases. This extremism is more difficult to find in Switzerland.


This is not because there are no parents, or even coaches, who want to see the youngster arrive. Rather, because competitiveness from one season to the next is different for a very simple reason: in Canada, changing the club almost every season (there are no youth sectors as there are here), the degree of competition for a place is very high, this induces young people to specialize from an early age, attending camps on specific fields. In Switzerland, we have a system that continues over time, so there will not be the same need to prove its value every season to make the team, but there will be a more global vision of the possibilities of development of a player, remaining it in the structure of a club for a timeframe that often includes from 5 seasons and above minimum.


The career planning made by the club, plus a preparation provided by the club with goals that go beyond having the best possible team for each season, but aim to develop players who can become pro in a future, assumes a range of physical-technical action that goes beyond tomorrow, but also embraces the future. In this sense, players are not left to their own destiny for the summer preparation, but are integrated into a planning and overview of the club, which has much more interests in developing young players than when it happens in a Canadian team.


Having a centralized preparation managed by the club, and having to develop technical-tactical characteristics over several seasons, the team can be much more effective in the development of a player than in Canada, where players and families often rely on external trainers, skills coaches, and rely on them.


In Switzerland the details are important, and the clubs follow the whole process themselves. Athletic preparation is a very important subject, and not to apply it with the crises can bring problems.


In Canada, preparation is delegated to the players who have to prepare themselves in the best possible way to pass the various try-outs in which they will participate.


Some will ask: "So what? Where is the difference?


Simply the approach, the philosophy and the result sought are different.


In the case of a Canadian boy who wants to make the team at a higher level, the focus of the summer will be on powerskating, shooting and condition. The work will be done in a very painstaking manner, with a personal trainer who will show the exercises necessary to take those extra kg that are missing. The only drawback, the work will be done in a very performance axed way, to be able to receive a try-out and pass it.


The work of the club will be much more complete, as it will be articulated over several seasons, leaving the boys the patience to find their own spaces. In this sense, the possibility of working much more widely, without necessarily entering into the specifics of ice hockey, is, in fact, facilitated.


In the preparation in our country is easy to see badminghton, basketball, unihockey, soccer, touch soccer integrated in training and the rationale of the game (which normally includes these sports) varies from 30% to 50% depending on the category.


This shows how red-hot field hockey has a multisport connotation much more marked than the Canadian one.


By this, we do not mean that Switzerland is better than Canada, simply that when you take examples and studies from other countries, you have to relate to different realities and weigh everything, adapting it to your country and wonder if things work the same way here, because a small detail that differs, could be very important to have a very marked difference in the outcome.


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